Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia

Storia del Comune



Polcenigo (Al Borc in parlata locale, Polcenic in friulano) è un comune italiano di 3 136 abitanti del Friuli Venezia Giulia e fa parte della rete de I Borghi più Belli d'Italia.
Il nome deriva dal toponimo prediale romano Paucinius  (che significa “territorio appartenente a Paucinio”). Il suffisso in “igo” lascia intendere anche un’origine celtica. La versione romantica rimanda a una "poucelle" (pulzella, ragazza) che era la figlia, molto bella, del francese conte di Blois, al quale nell’anno 875 Carlo il Calvo avrebbe donato il territorio di Polcenigo.

La posizione strategica del territorio polcenighese e le sue risorse naturali hanno fatto di Polcenigo un luogo adatto agli insediamenti umani sin dai tempi preistorici. I ritrovamenti archeologici del Palù testimoniano la presenza di un villaggio di palafitte, risalente al neolitico, che poteva contare sull'abbondanza di acqua, piante e animali selvatici forniti in grande quantità dall'area umida del Palù e dalle vicine montagne. Reperti dell'età del ferro (I-II millennio a.C.) hanno inoltre rivelato l'esistenza di una necropoli ai piedi del Colle di San Floriano, a San Giovanni.

Dopo la fondazione di Aquileia (181a.C.), i Romani conquistarono i territori a est della Livenza: monete, fibule ed elementi in cotto sono stati ritrovati anche nei siti archeologici di Polcenigo. Tra il V e il VI secolo d.C., con la diffusione del Cristianesimo, Polcenigo divenne un rilevante centro religioso grazie alla presenza di importanti centri di culto, come la Chiesa di S. Floriano.

Nel Medioevo, quando i castelli costituivano un elemento essenziale per la difesa del territorio, Polcenigo poteva vantare un complesso di edifici fortificati, noti già alla fine del X secolo. Tra il 1000 e il 1100 tali edifici e il feudo passarono ai Signori di Polcenigo, poi divenuti conti. Nel 1420 i territori polcenighesi caddero sotto il dominio della Serenissima Repubblica di Venezia e nel 1499 furono invasi dai Turchi che ridussero Polcenigo a un cumulo di macerie.

Nel 1571 la Repubblica di Venezia riconquistò i suoi possedimenti e nei tre secoli successivi Polcenigo godette un periodo di pace e prosperità, in particolare durante il XVIII secolo che vide una grande rinascita economica, legata ad agricoltura ed allevamento. Nel territorio si diffondono mulini e segherie che sfruttano le acque della zona, e si pratica la silvicoltura per rifornire di legno le città vicine e la stessa Venezia. Nel XVII sec., cresce l’allevamento dei bachi da seta e sorgono le prime filande. In questo periodo, di pari passo con l'incremento economico, si assiste ad un aumento demografico importante, che porta il numero di abitanti a sfiorare le seimila persone. Dopo la caduta della Repubblica di Venezia (1797) il territorio fu dapprima invaso dalle truppe napoleoniche e poi da quelle austriache. Il passaggio all'Austria nel 1814 sembrò di buon auspicio ma la crisi derivata dalla scarsa produzione nei campi e l'aspra fiscalità asburgica misero nuovamente in ginocchio la popolazione. Seguirono anni di malcontento e molti si offrirono volontari nella lotta contro la casa d'Austria. Nel 1866 il territorio fu annesso al Regno d'Italia. Negli anni a seguire, s'intensifica l’emigrazione verso i paesi europei (anche Romania e Russia) e soprattutto il Nord America.

Con lo scoppio della prima guerra mondiale molti emigranti dovettero rientrare dall'estero causando un improvviso aumento della popolazione e della povertà. Decimati dalle carestie e dall'epidamia di spagnola, il numero di abitanti crollò notevolmente.

Il dopoguerra e il ventennio fascista alternarono periodi di forte disoccupazione ad altri di buone possibilità occupazionali. Furono realizzate le latterie di Polcenigo, Gorgazzo e Coltura, una nuova centrale idroelettrica, e l'illuminazione pubblica nel centro di Polcenigo, il trasporto pubblico e il servizio postale, due scuole professionali (di disegno e per muratori) e si sistemarono le principali strade comunali. Tutto si fermò nuovamente con l'inizio della Seconda Guerra Mondiale.

Il periodo postbellico fu difficile ma caratterizzato da una lenta ripresa e il patrimonio edilizio fu restaurato e rinnovato. Nel territorio sorsero fabbriche e insediamenti industriali che crearono nuovi posti di lavoro e cambiarono gradualmente il tessuto sociale del paese.


 



 

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